Archivio di febbraio 2010
Saggezza per la giornata 2
Solo perchè non conosciamo i nessi profondi qualcosa ci appare cattivo (C. Bloch)
E’ per quello che sono ottimista. Lo ho provato sulla mia pelle. Le maggiori “disgrazie” che mi sono accadute hanno poi sempre alla lunga generato qualcosa di imprevisto che ha portato cose positive nella mia vita.
L’ Universo è intelligenza e continuo movimento.
Noi come un piccolo pezzo del frattale ne rispecchiamo le caratteristiche.
Il cambiamento improvviso, l’ amore che finisce male, perdere il posto di lavoro, non sono altro che dei messaggi che ci spronano a cercare di vedere e trovare qualcosa di meglio, dentro e fuori di noi.
E’ il modo in cui Dio ci mostra la via.
E’ utile per non farci travolgere, avere uno scopo
http://www.vividavvero.net/blog/legge-dell-attrazione/realizzare-i-propri-sogni/stabilisci-il-tuo-scopo-e-la-strada-per-i-tuoi-sogni-ti-si-aprira-davanti-a-te/
Quanti di noi non hanno uno scopo di vita ?
Siamo fiduciosi: la vita è come un arazzo su cui Dio tesse la trama. A noi potrebbe apparire senza senso perchè guardiamo sul retro dell’ arazzo. Se invece guardiamo dalla parte di Dio, al di fronte, ne scorgeremo un magnifica immagine.
Saggezza: a che cosa serve…
Nel blog di Salvatore Brizzi ho trovato questa frase: “Quando finalmente avremo capito che tentare di aprire il terzo occhio attraverso un tecnica, si colloca sullo stesso piano iniziatico del rifarsi il naso o le tette, allora torneremo alle vie non violente, aspettando che il terzo occhio si apra naturalmente…” http://salvatorebrizzi.blogspot.com/2010/02/precisiamo-innanzitutto-che-la-via.html
Quindi l’ invito è giustamente di fare attenzione alle tecniche di miglioramento personale e spirituale. Non tutti possono usufruire di tecniche “avanzate” .
La legge di attrazione stessa non permette di accedere dove non dovevamo essere. Non c’ è nessuna scorciatoia. Il cammino verso la consapevolezza è uguale per tutti. Nel senso che è inutile cercare di imparare delle cose più grandi di noi stessi cercando di sorpassare la fatica di crescere pian piano. Non possiamo accedere automaticamente a piani di coscienza più elevati solo con il desiderio di farlo. Occorre del lavoro interiore, pena, fare la figura di quelle che si sono rifatte le labbra o le tette… si vede da lontano che è qualcosa di artificiale e ha leso il nostro corpo e il nostro spirito, anche se, sotto sotto non lo vogliamo ammettere.
La felicità non arriva con l’ acceleratore http://www.vivizen.com/2010/02/e-cosi-difficile-essere-felici-o-lo-zen.html
Eppure sono d’ accordo con chi dice che “se scegli di essere e diventare felice lo diventerai”. La vita è una scelta continua, quello che scegli con i tuoi pensieri si manifesta. http://blog.miglioriamo.it/549/diventa-vuoi/
Ecco, la saggezza serve a questo. Focalizzare di volta in volta ciò che ci serve, quello che è effettivamente utile per essere felici.
Saggezza: la via al successo personale
Con la saggezza posiamo equilibrare gli aspetti materiali e spirituali del successo.
Ecco in breve 16 strumenti per realizzare questo.
- Ammettere che esiste una Forza superiore a noi che guida l’ Universo
- Usare le affermazioni positive per regolare la nostra vita
- Liberarsi dai fardelli mentali ed emotivi
- Dire NO a ciò che ci toglie l’ energia
- Usare la visualizzazione creativa
- Meditare
- Focalizzarsi su ciò che è importante
- Mantieni per te stesso il tuo lavoro spirituale
- Focalizzarsi sul principio di abbondanza
- Corretto scambio dare/ricevere
- Amore per il prossimo
- Ricerca del silenzio, rapporti con la natura corretti
- Sana alimentazione
- Esercizio fisico
- Lodare, benedire
- Essere buoni amici
Saggezza per la giornata 1
Saggio è chi riesce a vivere inventandosi le proprie illusioni. (W. Allen)
Re: Qual’ è la più gran pazzia dell’ uomo ?
Bertoldo: Il reputarsi savio (G.C. Croce)
Queste frasi le inserisco e le scrivo perchè le reputo proprio belle.
La prima mi rimanda al fatto che ogni uomo vive la propria realtà. Saggiamente Allen ci fa notare che perlomeno dovremmo vivere le nostre illusioni e non quelle degli altri… pena l’ infelicità.
Il dialogo tra il Re e Bertoldo mi rimanda con l’ idea, all’ ‘ immagine del matto dei tarocchi. Il matto dei tarocchi è sì uno propriamente fuori di testa ma anche colui che ha conquistato la propria libertà con la conoscenza delle cose sagge. Agli occhi della gente comune questo tipo di saggio, il saggio libero da ogni legame appare come un deviante un matto, uno di cui non si afferrano i ragionamenti. In realtà il matto dei tarocchi è quello che ha realizzato sè stesso e da luogo a ogni principio creativo, per l’ appunto è libero di fare qualsiasi cosa. Ma è anche colui che è consapevole della pochezza del suo sapere, colui che sa di non sapere.
L’ albero e la foresta
L’ albero e la foresta sono due concetti che mi vengono in mente per sottolineare quello che ultimamente ho trovato in Internet.
Premessa fondamentale per me è il fatto che credo in una Intelligenza Universale. Questa intelligenza ci governa e fa girare tutto il Cosmo con le sue leggi;
é una cosa che sento dentro di me, a livello intuitivo, e non è mediata dalla ragione.
Fatta questa premessa stiamo sul leggero perchè voglio parlare ancora del film del momento: AVATAR.
La storia dentro al film in sè è povera. Quello che invece è grande è l’ uso degli effetti speciali; molto belle sono le ambientazioni realizzate in computer grafica.
Oltre a questo il film vuole veicolare un messaggio di pace e unità di tutte le forme di vita e non.
Nel film si parla di armonia e connessione con la natura di tutte le forme viventi.
E’ un messaggio espresso nettamente in stile new age e lo ho apprezzato molto.
Girando su Internet ho trovato però delle strane teorie in stile del tutto italiano sull’ origine di questo film.
Un noto studioso, forte delle sue innumerevoli ricerche su diverse forme religiose, ha teorizzato che il film AVATAR
non sia niente altro che la trasposizione cinematografica di idee presenti a Damhanur, nota comunità new age nei pressi di Torino.
Quello che mi fa molto sorridere è l’ idea che dei registi e produttori americani vengano proprio in Italia a prendere spunto su queste tematiche
per andare poi a fare un film.
E qui mi faccio una grassa risata.
Perchè si vede l’ albero di fronte al naso ma non si scorge la foresta che c’ è intorno.
Le idee che hanno permesso la realizzazione di AVATAR sono ormai diffuse globalmente ormai da svariate decine di anni.
Non c’ è bisogno di venirle a trovare a Torino. Ma forse qualcuno non se ne è accorto.





